Cosa vuol dire Fee-Only?


La pianificazione finanziaria come professione è nata negli Stati Uniti alla fine degli anni ’60. A quel tempo la maggior parte dei pianificatori finanziari erano impiegati delle banche, delle società di brokeraggio e delle compagnie di assicurazione. Durante questo periodo, diversi consulenti finanziari riconobbero che i loro clienti, sia aziende che privati, avevano esigenze in settori più ampi della loro vita finanziaria personale, rispetto al tipo di assistenza che questi professionisti erano stati in grado di fornire loro fino a quel momento.

Tra la fine degli anni ’70 e i primi degli anni ’80 un gruppo di pianificatori che desideravano liberarsi di tutti i vincoli loro imposti da diversi datori di lavoro e dalla normativa scelsero di lavorare con i loro clienti e farsi pagare solo la parcella per i loro servizi di pianificazione finanziaria. In questo modo non era necessaria alcun legamo con società di intermediazione finanziaria, banche o Compagnie di assicurazione, per potersi registrare come consulenti d’investimento (RIA). Nel 1983 l’Associazione Nazionale dei Consulenti Finanziari (NAPFA), la più grande organizzazione statunitense di consulenti “fee-only”, fu fondata da un piccolo  gruppo di pianificatori che lottavano per ottenere il massimo in termini di indipendenza, pur riconoscendo che lavorare insieme era nel loro interesse. Nel corso degli ultimi 30 anni NAPFA è cresciuta fino a raggiungere un’adesione di oltre2.500 tra pianificatori e consulenti. Il segmento che ha segnato la crescita più rapida è stato quello della pianificazione finanziaria “fee- only” (solo a parcella). Quarant’anni fa quasi nessuno faceva pagare parcelle per i servizi. La stragrande maggioranza dei pianificatori finanziari negli Stati Uniti addebita una parcella, ma riceve anche dei guadagni da commissioni, anche se questa quota continua a ridursi.

Fin dai primi anni ’70 abbiamo anche assistito  alla deregolamentazione  delle commissioni di intermediazione e al rapido emergere di servizi di intermediazione a basso costo. Ora ci         sono  molte società       di intermediazione “discount” che si rivolgono agli investitori fai-da-te e a soggetti che lavorano attraverso e/o implementano la consulenza di professionisti di pianificazione finanziaria “fee-only”. I consulenti d’investimento registrati (RIA) in genere hanno un rapporto con almeno un broker istituzionale “discount” come ad esempio Schwab, TD Ameritrade, Fidelity o Scottrade  Advisor  Services.

Qual è l’insieme di norme che regolano la consulenza finanziaria indipendente in USA oggi?

 Ci sono due serie di norme che disciplinano i fornitori di consulenza finanziaria al dettaglio negli Stati Uniti . A quei consulenti affiliati a società di intermediazione e banche é concessa una licenza in qualità di rappresentanti registrati (RR) dei loro rispettivi broker-dealer (società di intermediazione. Questo segmento del mercato dei servizi finanziari negli Stati Uniti comprende circa 600.000 persone. Meno del 5% di questi consulenti sono anche registrati come consulenti finanziari (RIA) presso la Securities and Exchange Commission federale ( SEC ) o presso il loro equivalente organismo di regolamentazione statale. I consulenti finanziari possono essere debitamente registrati in qualità di rappresentanti registrati (RR) o come consulenti d’investimento registrati (RIA). FINRA è l’ente regolatore dei broker-dealer e dei loro rappresentanti. La SEC è l’ente regolatore per i consulenti di investimento (RIA). I consulenti regolarmente registrati devono rispettare le regole della loro azienda e quelle sia della FINRA che della SEC. I consulenti regolarmente registrati possono richiedere una parcella per alcuni servizi a causa del fatto che sono registrati come un consulente di investimento (RIA) e possono anche ricevere compensi da terze parti in qualità di rappresentanti registrati  delle  loro  rispettive aziende.

Indipendentemente dalla struttura di compensazione attualmente impiegata, c’è uno spostamento molto significativo verso parcelle per il servizio e quindi le parcelle continuano a costituire la percentuale maggiore della retribuzione complessiva dei professionisti e le commissioni stanno continuando a scendere. Per effetto della concorrenza i compensi commissionali calano sempre più. I professionisti stanno scoprendo che hanno bisogno di aumentare le proprie entrate grazie all’aggiunta di un guadagno tramite parcella per effetto della riduzione dei guadagni tramite commissione, ma anche come un modo per essere remunerati per tutto il loro lavoro di pianificazione finanziaria globale. In molte giurisdizioni un pianificatore finanziario per operare deve essere registrato come consulente d’investimento registrato (RIA).

Mercati finanziari e asset allocation: come approcciare l’asset class “alternativi”?  Qual è il significato che date a questa tipologia di attivo?

 In un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse e da una situazione che si profila ancora incerta per il futuro, la ricerca di rendimenti sostenibili e una migliore protezione contro la volatilità dei mercati sono le necessità principali per gli investitori italiani. Da alcune recenti survey che abbiamo condotto a livello internazionale e nazionale, emerge chiaramente come gli investitori italiani, siano essi istituzionali o privati, ritengono che i modelli di costruzione del portafoglio che adottano un’asset allocation tradizionale non siano più in grado di affrontare adeguatamente le turbolenze dei mercati soprattutto in un’ottica di lungo periodo. Da qui l’esigenza degli investitori italiani di rivedere i tradizionali approcci alla costruzione del portafoglio. Molti investitori si dimostrano, infatti, interessati a considerare metodologie di investimento alternative e quasi l’80% degli italiani guarda con interesse, ad esempio, a investimenti meno correlati all’andamento dei mercati che possano quindi offrire diversificazione e ritorni stabili.

Progetti di sviluppo futuri: quali sono i vostri suggerimenti per supportare la categoria professionale   dei consulenti fee only?

 L’intera industria del risparmio gestito si trova,  di fronte a una sfida: proporre soluzioni che permettano agli investitori di navigare attraverso diverse fasi di mercato, di raggiungere progetti di lungo periodo che possano garantire sicurezza e rendimento. Per anni il settore si è focalizzato soprattutto sulla ricerca del rendimento. Riteniamo, invece, che il rischio sia la variabile da tenere sempre di più in considerazione, l’unica in grado di poter minimizzare l’impatto dei movimenti estremi del mercato e la sola che possa offrire la giusta diversificazione di portafoglio. Una diversificazione non solo a livello  geografico  o settoriale, come in passato, ma una diversificazione tra diverse metodologie e strategie di investimento. Appare evidente come gli investitori italiani abbiano necessità di un’adeguata consulenza finanziaria che possa guidarli nel raggiungimento dei propri obiettivi di investimento. Il ruolo dell’advisor finanziario deve diventare sempre più centrale, non solo per una corretta informazione, ma soprattutto per la costruzione di un’adeguata pianificazione a lungo termine che permetta di affrontare serenamente il futuro.

Quali sono stati gli strumenti privilegiati dal risparmiatore? Perché?

 Negli ultimi mesi abbiamo puntato molto sull’utilizzo “tattico” dei nostri prodotti nei portafogli. Le strategie che hanno riscosso maggior successo sono state quelle di hedging e quelle di relative value o spread trading, soluzioni proposte in tagli minimi ridotti e con strumenti adatti agli investitori privati. Nelle varie fasi di volatilità del mercato abbiamo, infatti, assistito ad un crescente interesse verso strategie di copertura su più fronti: equity, BTP e tassi di cambio. Per quanto riguarda le strategie spread, quella che ha riscosso maggior successo è stata sicuramente quella BTP-Bund. Da alcuni mesi insistiamo su questo argomento nei nostri appuntamenti di formazione. Dopo aver toccato livelli   molto alti, lo spread di rendimento tra BTP e Bund ha finalmente intrapreso un trend discendente, assestandosi sugli attuali livelli. In questo scenario abbiamo proposto una strategia attraverso l’utilizzo di Certificati MINI Future (Mini Long su BTP e Mini Short sul Bund) che punta a prendere profitto dalla discesa dello spread. Inutile dire che in tale contesto di mercato la strategia ha conseguito performance di notevole soddisfazione, anche grazie alla leva finanziaria che questi strumenti consentono di sfruttare.


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