Passaggio generazionale e successioni: perché conviene programmarli per tempo.


Programmare il futuro, è risaputo, non è un esercizio troppo utilizzato dalle famiglie italiane, ancorché laddove grazie al lavoro si trovino a gestire ingenti somme di danaro.
E’ difficile poter approcciare con la giusta tempistica e attenzione quelle che sono le problematiche relative al cosiddetto “passaggio generazionale” e al tema riguardante più in genere le successioni, questa difficoltà è caratterizzata sia da motivi di carattere scaramantico, sia per il fatto che soprattutto il sistema industriale italiano è caratterizzato dalla massiccia presenza di imprese con una governance di tipo famigliare. La letteratura economica, pone l’accento da tempo, sul problema del passaggio generazionale.

Questo nodo strategico, resta una delle principali cause del dissolvimento delle imprese, e in particolare delle PMI. E’ quindi opportuno, sia per le famiglie che per le imprese darsi un corretto progetto di successione ed individuare anche laddove necessari i servizi ad hoc a compiere questo progetto.

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E’ opinione comune, che ancorché il passaggio generazionale avvenga in vita, il successore, nel caso di Imprese, vive il problema della convivenza imprenditoriale più che del passaggio e spesso siamo nel caso di assenza di eredi interni pronti alla successione. Viceversa nel caso di famiglie, dati alla mano (solo 6 successioni su 100 sono con testamento olografo), il più delle volte manca un opinion leader, casomai esterno al nucleo famigliare, che sia in grado di sensibilizzare all’argomento della pianificazione successoria, necessaria per affrontare con soluzioni finanziarie ad hoc anche in termini di risparmio fiscale, tenuto conto, che seppur tra le più basse d’Europa (e quindi maliziosamente esposta ad eventuali rincari), esiste una tassa di successione che colpisce i patrimoni succeduti.
L’obiettivo comune, quindi dovrebbe essere quello di gestire la successione e il passaggio generazionale, in modo mirato, cercando di evitare imposte da pagare, utilizzando strumenti esenti, lavorando sulle franchigie, destinando il patrimonio alle persone indicate rispettando le quote di legittima, evitando future liti ereditarie. Lo stesso dicasi per le imprese dove da poco si sono affacciati strumenti giuridici come il Trust o forme di patti di famiglia o cessione di beni con usufrutto con obbligo o meno di mantenimento.
Altri strumenti possono essere utilizzati per tutelare il patrimonio quali Fondo Patrimoniale, Mandati Fiduciari, Vincoli di Destinazione, Polizze Vita, Polizze assicurative.

 
Muoversi per tempo e programmando in modo serio il passaggio generazionale e la successione del patrimonio dovrebbe essere per famiglie ed imprese quasi un normale esercizio del ciclo della vita.
Questo come detto porterebbe alle stesse meno impatto fiscale e più semplificazione, ma affinché questo avvenga in maniera significativa anche in Italia, c’è bisogno di cambiare mentalità e di maggiore assistenza da parte dei professionisti del risparmio, che non dovranno limitarsi a pianificare solamente la fase di accumulo, ma anche quella di passaggio e di successione del patrimonio di imprese e famiglie.


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