Gli 8 Concetti chiave della Finanza Comportamentale: Concetto chiave No. 1: l’Ancoraggio


L’Ancoraggio

Il concetto di ancoraggio si riferisce alla tendenza a collegare o “ancorare” i nostri pensieri a un punto di riferimento, anche se questo può non avere alcuna rilevanza logica in merito al processo decisionale.

Anche se può sembrare un fenomeno improbabile, l’ancoraggio è abbastanza diffuso in situazioni in cui le persone si approcciano a concetti nuovi.

Un esempio chiarirà meglio il concetto: in alcuni Paesi Europei è d’uso che l’anello di fidanzamento costi circa l’equivalente di due mesi di stipendio. Che ci crediate o no, questo “standard” è uno degli esempi più illogici di ancoraggio. Questo è un punto di riferimento del tutto irrilevante creato dal settore della gioielleria per massimizzare i profitti, e non una stima di amore.

Molti uomini non possono permettersi di spendere due mesi di stipendio per un anello. Di conseguenza, molte persone preferiscono indebitarsi al fine di rientrare nello “standard”. In molti casi, l’ancora del “diamante” sarà all’altezza della sua fama, in quanto il futuro sposo farà fatica a tenere la testa fuori dall’acqua in un mare di debiti.

Anche se la scelta dell’importo da destinare alla spesa per un anello di fidanzamento dovrebbe essere dettata da ciò che una persona può permettersi, molti uomini illogicamente ancorano la loro decisione all’equivalente di due mesi di stipendio.

L’Ancoraggio negli Investimenti

L’ancoraggio può anche essere una fonte di frustrazione nel mondo finanziario, in quanto gli investitori basano le loro decisioni su dati e statistiche irrilevanti. Ad esempio, alcuni investitori investono in azioni di società il cui valore è notevolmente diminuito in un brevissimo lasso di tempo. In questo caso, l’investitore sta ancorando la sua decisione su una recente quotazione che il titolo ha raggiunto e di conseguenza ritiene che il calo dei prezzi offra l’opportunità di acquistare le azioni a sconto.

Se è vero che la volatilità del mercato può causare alcuni momenti di diminuzione dei prezzi, consentendo agli investitori di trarre vantaggio da questa volatilità a breve termine, è anche vero che le azioni molto spesso vedono scendere le loro quotazioni causa di cambiamenti dei dati fondamentali sottostanti alle stesse.

Ad esempio, si supponga che l’azienda X abbia registrato un fatturato molto alto l’anno scorso, facendo aumentare il valore delle azioni da € 25 a € 80. Purtroppo, uno dei principali clienti della società, che hanno contribuito al 50% delle entrate di X, ha deciso di non rinnovare il suo contratto di acquisto con X. Questo cambiamento di eventi provoca un calo del prezzo delle azioni di X da € 80 a € 40.

Con l’ancoraggio al valore massimo di € 80 e il prezzo corrente di € 40, l’investitore crede erroneamente che X sia sottovalutata. Infatti X non viene scambiata a sconto, in quanto il calo del valore delle azioni è attribuibile a un cambiamento dei fondamentali di X (la perdita di entrate da un grande cliente). In questo esempio, l’investitore è caduto preda dei pericoli dell’ancoraggio.

Come evitare l’ancoraggio

Quando si tratta di evitare l’ancoraggio, non c’è cosa migliore che pensare in maniera “critica”. Prestare particolare attenzione a quelle figure che si utilizzano per valutare il potenziale di un titolo. Gli investitori di successo non solo basano le loro decisioni su uno o due punti di riferimento, ma valutano ogni azienda da una varietà di prospettive, al fine di ricavare l’immagine più vera dell’investimento.

Per gli investitori alle prime armi in particolare, non è mai una cattiva idea quella di cercare “altre prospettive” e voci fuori dal coro che possono completare il quadro delle news “ufficiali”.


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